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RASSEGNA STAMPA FISCALE



lunedì 18 novembre 2019

Manovra, via agli emendamenti Battaglia tra i partiti sul Bilancio
M.Sen. - Corriere della Sera - 2
Oggi entra nel vivo l’esame della legge di Bilancio 2020, con la presentazione degli emendamenti in commissione Bilancio del Senato. Molti ancora i nodi da sciogliere. Nonostante l’invito del premier Conte a fare squadra, la maggioranza non ha ancora serrato i ranghi. Ogni partito insegue le sue priorità. La legge di Bilancio incrocia il suo cammino con quello del decreto fiscale che è all’esame della commissione Finanze della Camera, che questa settimana inizierà a votare le proposte di modifica. Ma anche con altri provvedimenti urgenti come il decreto sul sisma nel Centro Italia e quello sul clima. Mercoledì sono attesi gli ultimi ritocchi del governo al decreto fiscale che arriverà in Aula alla Camera il 3 dicembre. Il Ddl Bilancio farà il suo iter al Senato. Questa settimana arriveranno gli emendamenti dei gruppi politici poi l’Esecutivo farà la sintesi. Sulla legge di Bilancio le discussioni vertono soprattutto sulle tasse.
Plastic tax e auto aziendali: Pd per il rinvio, muro 5 Stelle
Mario Sensini - Corriere della Sera - 2
Il Partito democratico si è detto disponibile a rimodulare, e magari far slittare, il nuovo regime fiscale sulle auto aziendali e la nuova tassa sulla plastica monouso. Il M5S, invece, non molla e difende strenuamente le proprie scelte ambientaliste. Italia viva vuole cancellarle come pure tutti i ‘micro-balzelli’ che l’accompagnano. I mancati incassi potrebbero arrivare da una sforbiciata su Quota 100 e alla spesa pubblica. Il problema è sempre quello delle coperture perché dalla plastic tax si attende il gettito di un miliardo, mentre dall’inasprimento fiscale sul fringe benefit sono attesi più di 330 milioni di euro.
Alla ricerca di nuove risorse per le pensioni e le famiglie
Mario Sensini - Corriere della Sera - 2
Per i pensionati la rivalutazione delle pensioni per un importo di appena 3 euro l’anno, prevista dalla legge di Bilancio, è una beffa. Chiedono che il Governo rimedi magari riducendo le impose. Alle pensioni, probabilmente, saranno dedicati molti emendamenti. Come pure alle misure a favore delle famiglie. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ha promesso asili nido gratis, anche se sarà necessario stabilire i limiti di reddito in funzione delle risorse disponibili. Anche il nuovo maxi fondo per la famiglia potrebbe cambiare in Parlamento. Altre proposte di modifica interessano i fondi per i non autosufficienti.
Big data Iva: obiettivo 1,5 miliardi con le lettere di compliance
Cristiano Dell’Orto e Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore - 3
Contrasto al sommerso. Sono in arrivo 55mila lettere del Fisco ai contribuenti che non hanno presentato la comunicazione per le liquidazioni periodiche Iva. Le missive sollecitano l’adempimento spontaneo del contribuente. L’invito è quello di presentare la comunicazione entro il prossimo 30 aprile, pagando le sanzioni per l’omesso invio e l’Iva eventualmente dovuta, sempre con sanzioni e interessi. In cambio, c’è uno sconto sulla multa. Sotto la lente del fisco sono finiti i documenti trasmessi al SdI fino al 30 giugno scorso e chi ha presentato l’esterometro per documentare operazioni con soggetti stranieri. Al momento il fisco si è limitato a riscontrare se la comunicazione di liquidazione è stata trasmessa o meno. Successivamente si concentrerà su chi l’ha comunicata per verificarne la coerenza rispetto ai dati inseriti nelle fatture.
I commercialisti e l’antiriciclaggio: il 40% è in affanno
Valeria Uva - Il Sole 24 Ore - 9
A gennaio scade l’adeguamento antiriciclaggio, i dati dicono che ad un mese dalla scadenza il 39% dei commercialisti non risulta ancora adeguato. Questo, nonostante l’ulteriore slittamento di sei mesi dell’entrata in vigore delle regole tecniche messe a punto dal Cndcec. Sono dunque ancora tanti i professionisti contabili che devono avviare l’autovalutazione del rischio e l’analisi della clientela. Anche chi si è già adeguato potrebbe, a breve, dover ritoccare qualche passaggio a seguito dell’entrata in vigore lo scorso 10 novembre del nuovo decreto di recepimento della V direttiva sul tema che sta costringendo il Consiglio nazionale dei commercialisti a ritoccare le procedure già emanate. A fare il punto sull’adeguamento all’antiriciclaggio da parte dei commercialisti è la società di consulenza specializzata sul tema, Alavie, con un questionario distribuito durante gli incontri formativi.
Ultime chance per rientrare nel forfettario
Nicola Forte - Il Sole 24 Ore - 10
Nonostante la mini stretta contenuta nella manovra 2020 per accedere o rimanere nel regime forfettario, gli interessati devono pianificare il futuro mettendo in atto le possibili strategie valutando opportunità e scelte prima del nuovo anno, quando oramai i giochi saranno fatti. Anche se il nuovo forfettario ancora non è certo (potrebbe subire modifiche in Parlamento) il professionista che intende entrare o rimaner nel regime agevolato deve guardare ai redditi e compensi del 2019. Si tratta di una novità rispetto allo scorso anno. La prima verifica riguarda l’ammontare dei compensi percepiti nel 2019: se superano i 65mila euro si uscirà dal regime di vantaggio o il professionista non potrà accedervi. Se si prevede di superare di poco la soglia dei compensi il consiglio è quello di rinviare l’incasso di una parte dei compensi. Il professionista che detiene quote di partecipazione in una società di persone dovrà cederle entro la fine del 2019, diversamente uscirà dal forfait.
La rivalutazione tassata all’11% entra nel tax planning 2020
Davide Cagnoni e Angelo D’Ugo - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - 20
La manovra 2020 riapre la possibilità di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate detenute al di fuori del regime d’impresa. La misura interessa le partecipazioni possedute al 1°gennaio 2020. La norma sulla rivalutazione è stata una costante negli ultimi anni. Pur in mancanza di una norma a regime, la ‘promessa’ del Ddl di Bilancio 2020 offre comunque un’occasione da valutare con attenzione in vista del tax planning per il prossimo anno. E questo sia per i contribuenti sia per i potenziali investitori. Nelle more della riapertura, infatti, sono state diverse le operazioni che vedono coinvolti investitori finanziari, fondi di private equity e operatori industriali tenute sopite nella seconda metà del 2019, talora con effetti negativi sugli investimenti, in particolar modo da parte di soggetti esteri. Possono avvalersi della rivalutazione le persone fisiche, le società semplici, gli enti non commerciali e i soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia titolari di partecipazioni non quotate.
Due strade in bilancio per l’iscrizione delle passività: probabili e possibili
Giorgio Gavelli e Fabio Giommoni - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - 21
Come emerge dal documento di ricerca della Fondazione nazionale commercialisti intitolato: ‘Le passività potenziali: valutazione ed iscrizione in bilancio’, datato 14 ottobre, in base agli Oic le passività che alla data di chiusura dell’esercizio risultano ‘probabili’ devono essere iscritte in bilancio nei fondi rischi, mentre le passività ritenute ‘possibili’ devono essere segnalata solo in nota integrativa. Diversamente, la passività ‘remote’ non richiedono alcuna informativa di bilancio, mentre quelle che alla data di chiusura dell’esercizio sono ‘certe’ e il cui ammontare risulta determinato vanno iscritte tra i debiti.
Web tax con versamento unico e imponibile legato agli utenti
Maurizio Nadalutti e Stefano Zanardi - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - 22
Il Ddl di Bilancio delinea un restyling dell’imposta sui servizi digitali che troverà applicazione a partire dal 2020. Cambia, dunque, il dm attuativo che tuttavia non è stato mai emanato. Molte le modifiche previste dalla manovra. E’ bene precisare che la web tax all’italiana ha carattere transitorio in quanto verrà meno non appena entreranno in vigore gli accordi internazionali sulla tassazione dell’economia digitale. La web tax nostrana colpisce i ricavi derivanti dalla fornitura di servizi digitali conseguiti dalle grandi imprese che operano sul web. I ricavi complessivi non devono essere inferiori a 750 milioni di euro e a 5,5 milioni quelli da servizi digitali erogati sul territorio. Ora viene specificato che i ricavi da considerare sono quelli relativi all’anno solare precedente. Viene anche chiarito che non costituisce presupposto impositivo la realizzazione di taluni servizi digitali. I soggetti passivi sono obbligati a tenere un’apposita contabilità.
Vecchi debiti non pagati dal curatore, bocciata l’irrogazione di sanzioni
Fabrizio Cancelliere e Gabriele Ferlito - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - 24
La Ctr del Veneto, con la sentenza 780/2/2019, ha affermato che nessuna azione esecutiva individuale può essere avviata in pendenza di una procedura di concordato preventivo e questo principio vale per tutti i crediti sorte ‘ante’ procedura. Ne consegue che anche i debiti erariali anteriori non possono essere estinti, dopo l’inizio della procedura, al di fuori dei criteri di concorso tra creditori. Pertanto, non possono applicarsi sanzioni a fronte del mancato pagamento, in corso di procedura, di debiti erariali maturati prima dell’inizio della stessa.
Donazione a 87enne: il Fisco non può tassarla come rendita
Alessia Urbani Neri - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - 24
L’atto di donazione riqualificato dall’Agenzia delle Entrate come costituzione di rendita vitalizia dev’essere valutato secondo l’intenzione delle parti come emergente dall’atto stesso, senza alcun riferimento a eventuali negozi giuridici ad esso collegato o ad altri elementi e dati extratestuali. E’ quanto si legge nella sentenza 55/4/19 della Ctp di Brescia dove i giudici tributari hanno seguito la nuova formulazione dell’articolo 20 del Dpr 131/86 come modificato dalla legge di Bilancio 2018. Il collegio ha respinto l’interpretazione del contratto resa dall’Amministrazione, vista la mancanza dei requisiti di incertezza obiettiva di vita del beneficiario, all’epoca 87enne, e la sproporzione tra il valore delle prestazioni dovute rispetto al cespite ceduto, che escludevano l’esistenza di un’alea propria del contratto di vitalizio.
Forfait, cessioni a due strade
Pasquale Pirone - Italia Oggi - 7
L’Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 478/E dello scorso 11 novembre, ha precisato che per l’avviamento derivante dalla cessione dell’azienda di un contribuente in regime forfettario ci sono due possibilità. Fiscalmente parlando lo stesso soggetto soggiace al medesimo trattamento previsto per un contribuente ordinario. Quindi: tassazione ordinaria propria del regime forfettario oppure possibilità di opzione per la tassazione separata. Vanno tenuti distinti dall’avviamento gli eventuali plusvalori e minusvalori riguardanti gli specifici beni relativi all’impresa ceduta. E’ bene ricordare che il regime forfettario è quello naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, purché in possesso di determinati requisiti e non incorrano in una delle cause ostative previste dalla legge 190/2014 come modificata dalla legge 145/2018 e dal dl 135/2018. Nuove modifiche sono in arrivo con la legge di Bilancio 2020.
Auto aziendali, altri tre anni con detrazione Iva forfettaria
Franco Ricca - Italia Oggi - 8
Con una nota dello scorso 16 ottobre la Commissione europea ha proposto al Consiglio di accogliere la richiesta dell’Italia di prorogare ancora per 3 anni la disciplina temporanea in materia di detrazione e base imponibile sulle auto aziendali, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Disciplina che, grazie al carattere unionale dell’imposta, è generalmente più favorevole rispetto al trattamento riservato dalla normativa reddituale alle autovetture utilizzate da imprese e professionisti. A tal riguardo va evidenziato che la stretta sul fringe benefit per le auto aziendali assegnate ai dipendenti, prevista dal Ddl di Bilancio 2020, potrebbe avere riflessi sulla base imponibile Iva della prestazione resa dal datore di lavoro.
Cartelle, iter ad hoc per l’invio
Sergio Trovato - Italia Oggi - 10
Con l’ordinanza n. 26938 dello scorso 22 ottobre la Suprema corte ha stabilito che solo l’invio della raccomandata informativa rende legittima la notifica di un atto tributario in caso di momentanea assenza del destinatario. Per il perfezionamento della notifica di una cartella di pagamento, o di altro atto tributario, è necessario che siano effettuati tutti gli adempimenti prescritti dalla legge, compreso l’inoltro al destinatario e la ricezione della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale. Non è sufficiente la spedizione della raccomandata.
Autoriciclaggio, condanna facile
Stefano Loconte e Giulia Mentasti - Italia Oggi - 11
Processo e condanna per autoriciclaggio anche in assenza di procedimento per il reato presupposto: è quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza 42052 del 14 ottobre scorso. In particolare, nell’ambito di un procedimento per autoriciclaggio e riciclaggio, il Tribunale del riesame di Arezzo aveva parzialmente annullato il decreto con il quale il Gip aveva disposto il sequestro preventivo funzionale alla confisca di liquidità e immobili nella disponibilità degli indagati. I giudici di piazza Cavour hanno chiarito che la pronuncia della responsabilità per riciclaggio non richiede l’accertamento giudiziale della commissione del delitto presupposto, né dei suoi autori, né dell’esatta tipologia del reato, potendo il giudice affermarne l’esistenza attraverso prove logiche. Non è, pertanto, necessario che il delitto presupposto sia stato accertato da una sentenza di condanna passata in giudicato; basta che il fatto costitutivo non sia stato giudizialmente escluso, nella sua materialità, in modo definitivo, e che il giudice procedente per il riciclaggio abbia potuto riconoscerne la sussistenza.
Quadro VO, forfettari all’appello
Pasquale Pirone - Italia Oggi - 12
Anche se esonerati dalla dichiarazione Iva, i contribuenti in regime forfettario e di vantaggio dovranno presentare, assieme al modello Redditi PF/2019, il solo quadro VO del Modello Iva laddove debbano comunicare al fisco eventuali opzioni/revoche di regime. Per quelli di vantaggio occorre considerare la novità della casella 3 al rigo VO34, che recepisce i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 72/E del 2018. Questo documento precisava che chi avesse iniziato l’attività nel 2015, poiché il regime forfettario era quello naturale per il contribuente che ne aveva i requisiti, se poi avesse, invece, scelto il regime di vantaggio si sarebbe vincolato per un triennio di permanenza. Di conseguenza, in tal caso, il contribuente è potuto passare al forfettario solo dal 2018 e dovrà comunicare ora la revoca del regime di vantaggio barrando la menzionata casella.


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